Bici da randonnée_Audax Rossignoli for sale

Se a qualcuno può interessare in vendita qui:

ebay Rossignoli

Rossignoli acciaio 001

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Calendario brevetti 2015

Sul sito ARI è stato pubblicato da poco il calendario brevetti 2015 qui sotto riportato.

Calendario brevetti randonnée 2015 ACP/ARI

Interessante vedere l’ evoluzione delle randonnée in Italia dal 1998 ad oggi, e un po’ mi ha fatto piacere di farne parte dal lontano 2000 quando i brevettati furono solo 225!

I vostri progetti 2015? E’ tempo di pianificare….qualifiche PBP o no ;)

Evoluzione randonnée

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Alla ricerca della bici perfetta da randonnée

Iniziamo subito dicendo che la bici perfetta da randonnée non esiste. O meglio, esiste la bicicletta perfetta per noi, quella che più ci piace e che sentiamo “giusta”, questo si, a prescindere da quello che ci faremo poi una volta montati  in sella. Ecco perchè se si va a fare un brevetto Audax se ne vedono di tutti i colori, tecnicamente parlando in merito alle soluzioni che i singoli ciclisti adottano nel percorrere le lunghe distanze.

In questi ultimi anni ho fatto più cambi di biciclette che randonnée. Ho creato un album su Flickr giusto per vedere quante erano: alla fine contando anche le MTB sono arrivato a 16/17 senza calcolare le varie “versioni”, un numero fuori del comune e insensato. Il mio lavoro mi ha “aiutato” in questa pazzia: potevo sperimentare il più possibile grazie all’ acquisto ad un prezzo agevolato senza poi rimetterci troppi soldi una volta rivendute (comunque ne ho spesi gran tanti!!). Così facendo però, e con un pizzico di dispiacere, non sono mai riuscito ad avere una bicicletta che presentasse segni di vita vissuta sulla strada, quella patina che i francesi ben esprimono con il termine beausage.

La lunga pausa forzata per via della rottura della clavicola (in pratica tre mesi) mi ha fatto pensare parecchio su quello che sarebbe stato il mio futuro ciclistico e non solo. Tra tutti gli articoli letti sul web uno in particolare mi ha colpito e mi ha fatto riflettere sul mondo Audax. Questo ciclista (di cui purtroppo non ricordo la fonte) raccontava di come non fosse per niente un tecnico della bici e di quanto questo fosse un bene per lui. Acquistando una bicicletta molto semplice ma affidabile (diciamo intorno ai 1000€/1500€ di spesa) e non conoscendo praticamente nulla di componentistica, non si crucciava di cosa fosse meglio o magari più leggero o più “esoterico”, e ne andava fiero in quanto tutto questo tempo passato a pensare/cercare/acquistare/cambiare/smontare ecc. sarebbe stato tempo sottratto al gesto di pedalare, quello che a tutti gli effetti è il nostro fine, pedalare. La bici è il mezzo per raggiungere lo scopo, stare in sella e pedalare all’ aria aperta.

Il mondo Audax a dispetto di quello che alcuni vogliono farci credere con le varie etichette “Extreme” ecc. che vanno tanto di moda oggi e che fanno più male che bene a mio avviso, è un mondo per non-atleti. Non bisogna essere un fenomeno sportivo per fare la Parigi-Brest-Parigi (e soprattutto non serve una bici da 5000€): mi ricordo proprio quando ho iniziato, mi sentivo uno scarso in bicicletta (e probabilmente lo sono ancora!) e il mondo delle randonnée con la sua media minima di percorrenza di 13-15kmh mi sembrava alla portata mia e di tutti, e così è. Qui serve passione e voglia di stare in sella, stop. Certo, bisogna essere preparati, ma si tratta di una preparazione a 360° più che fisica. Ma è un altro discorso, sto divagando.

Ritornando in argomento bici, ecco perchè ho messo tutto in vendita. Sia la Colnago che la Mercian hanno uno spirito troppo race per me ora (in più avevo scelto per entrambe una taglia piccola proprio per un uso agonistico che ora non mi interessa più. Se interessati sulla taglia giusta da scegliere per una bici consiglio questo articolo). Non voglio più che la bici in sè mi stressi e ho già fatto la mia scelta, appena monetizzo con una delle due in vendita arriverà la sostituta, economica, affidabile e della giusta misura per quello che deve fare. Il tempo da dedicarle sarà sempre meno, in una scala dove la famiglia è sempre al primo posto, e quindi non voglio perderne altro in sofisticazioni ciclistiche. Spero e sono convinto che sia la strada giusta da seguire, vediamo se proprio la strada mi darà ragione e se riuscirò a convincere qualcuno di questa idea ;)

Senza esagerare eh?

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Colnago M10s in vendita

Nda aggiornamento dell’ 08/11/2014, bici venduta.

Ho deciso come già anticipato di vendere la mia Colnago M10s. Inutile dire che come tutte le mie bici le condizioni sono perfette. Tutte le foto sono visibili sul set di Flickr. Per qualsiasi domanda commentate questo articolo o scrivetemi una mail all’ indirizzo sotto. Preciso che questa non è la bici con cui sono caduto rompendomi la clavicola, avevo la Mercian. Questa è stata utilizzata per le granfondo a cui ho partecipato nel 2014. I chilometri che ha percorso (documentati su Strava) sono solo 1.620! Il telaio in carbonio monoscocca era quest’ anno nella linea top di gamma di casa Colnago (ora sostituito dalla V1-R) e si attestava ad un prezzo di listino (solo telaio) superiore ai €3.000,00.

Come tutte le Colnago si guida che è una favola, la vendo perchè ho altri progetti per il 2015 diciamo meno corsaioli.

Tabella geometria completa a questo indirizzo.

IMG_3356

 Colnago M10S 2014 tg. 54S (l’ orizzontale misura 56.5cm).

La sigla “S” identifica la possibilità di montare sia gruppo meccanico che elettronico.
Acquistata Giugno 2014, perfetta, nessun graffio, mai caduta.

Venduta con garanzia ancora da intestare valevole da Giugno 2014 per due anni.

Gruppo completo SRAM Force 22, 11 velocità, guarnitura 50/34, pedivelle 172.5mm, pignoni 11-28. Catena nuova. Movimento centrale SRAM RED ceramico.

Ruote assemblate a mano, peso coppia 1370gr: cerchi DT Swiss RR440, mozzi American Classic (scorrevolissimi), raggi DT Aerolite. Copertoni Schwalbe Durano 700x25mm nuovi, camere Schwalbe ExtraLight, sganci rapidi Anima.

Sella Fizik Arione R1 carbonio, reggisella Thomson Masterpiece, attacco manubrio Thomson Elite X2 130mm, piega Thomson carbonio 42cm. Nastro manubrio Cinelli Carbo come nuovo.

Due portaborraccia Colnago in carbonio.

Senza pedali.

La bici è perfetta e pronta da usare.

Richiesta € 2.200,00.

Info fabio(punto)albertoni75(chiocciola)gmail(punto)com

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The road to Mont-Blanc

Lui è Mike Cotty, quello di “Les Alpes“. Questa volta ha alzato un po’ il tiro.

Maggiori dettagli sul sito Mavic.

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Il mio dazio al ciclismo

Tanti anni in sella, moltissimi chilometri macinati, luoghi visitati e colli valicati senza mai registrare un incidente e/o caduta degni di nota. Fino ad oggi. Attribuivo il fatto alle mie capacità tecniche e al mio “sesto senso” sviluppato crescendo in una città come Milano dove il traffico è piuttosto selvaggio più che alla fortuna. Ovviamente mi sbagliavo.

Ferragosto, negozio chiuso, decido così di fare un giro con partenza presto per essere a casa alle 09:30 e passare così il resto della giornata con la famiglia. Fuori è ancora buio, sono le 05:15 quando attacco il Passo Ballino da Varone. Ho in programma di andare a vedere una salita a me nuova, la strada che dall’ altopiano di Fiavè porta sul Monte Misone. Deve essere bella dura a vedere dalla sua altimetria, ma ci sono un paio di sellette da andare a prendere (a bici in spalla) per il Club Cento Colli che ancora mi mancano.

Mi basta poco però a cambiare programma, oggi la gamba non risponde così una volta valicato il Ballino decido di procedere con un giro classico e facile, discesa a Ponte Arche, Sarche e ritorno a casa. Arriverò a casa prima del previsto ma non mi importa.

La piana di Fiavè è nascosta da uno strato di nuvole, mi ci inoltro con prudenza anche perchè sembra avere piovuto da poco.

E’ un attimo, curva verso destra, la ruota passa dall’ asfalto asciutto a quello bagnato e perde aderenza nonostante la traiettoria perfetta. In un secondo sono a terra, faccio appena in tempo a capire cosa succede. Poi il dolore. Sono steso in mezzo alla carreggiata, il colpo è stato forte, sento male alla spalla e al collo. Provo a rialzarmi mentre mi lamento per il male, sposto la bici e la butto sull’ erba, poi mi stendo di schiena e provo a ragionare. Non passa nessuno. Mi guardo. Poi realizzo.

La clavicola deve essere rotta, non riesco a muovere la spalla, ma se la tengo ferma il dolore è sopportabile. Ho qualche bruciatura sul lato dx del corpo, busto, anca, ginocchio e caviglia, ma qui niente di rotto pare. Il collo sembra ok.

E adesso cosa faccio? Non mi sono mai trovato in una situazione così. Mentre sto valutando il da farsi passa un furgone, il guidatore si ferma e mi aiuta. Salgo con la bici e mi faccio portare a Ponte Arche mentre chiamo il 118, un’ ambulanza mi preleverà 15min. dopo per portarmi all’ ospedale di Tione dopo avermi fissato la spalla con un bendaggio.

Poi il resto è ordinaria amministrazione ospedaliera, prima visita, poi raggi ed infine consulto ortopedico. Mi viene messo un bendaggio ad otto (dove quasi svengo dal dolore) che dovrò tenere per 35gg, lastre di controllo ogni 7/8gg e finalmente dopo sette ore circa me ne torno a casa.

Una considerazione la voglio fare sull’ uso del casco. Se fossi stato senza non so se sarei qui a raccontarlo ora. I segni che riporta (rotto in due punti) sono chiari ed evidenti a farmi capire che è stato fondamentale e mi ha salvato la vita.

La stagione sembra finita anche se confido nel mio corpo per farmi guarire il prima possibile, purtroppo niente Oetztaler, ora è il momento di riposare e guardare avanti.

Clavicola

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