Pale di San Martino pre-ride

Come di consueto ieri sono uscito in bici sul percorso della Randonnée delle Pale di San Martino del prossimo 26 Maggio per verificare gli ultimi dettagli.

Sono partito da Trento per accorciare un po’ il percorso e perchè non volevo fare troppo tardi la sera. Una cinquantina di chilometri e 1200mt di dislivello in meno dal percorso ufficiale: sono stato in giro 12 ore, quindi bisognerà prevederne circa 15 per portare a termine la randonnée. Non ho corso particolarmente, ma allo stesso tempo ho ridotto al minimo le soste (solo ai controlli, più alcune brevi fermate per vestirmi e svestirmi). La giornata è stata discreta, un alternarsi di sole e nuvole con tempertaure che hanno oscillato dai 10° ai 27°: manicotti, ginocchiere ed una mantellina antivento sono bastati, maglia a manica lunga e guanti più pesanti invece sono restati inutilizzati nella borsa Carradice sul manubrio.

C’ è un problema sul Passo Gobbera: la strada è chiusa ma si riesce a passare in qualche maniera a piedi. Bisognerà scendere, caricarsi la bici in spalla e superare i lavori. Seguiranno 300mt di strada sterrata (vedere foto sotto).

Definiti i controlli:

  • km 79 Grigno, Bar Alpino;
  • km 106 Passo Brocon, Albergo Passo Brocon;
  • km 160 Passo Rolle, Bar Cimone 2000 (subito dopo il passo);
  • km 221 Ora, (ancora in fase di verifica);
  • km 274, Candriai, Bar Posta.

La salita al Passo Brocon presenta qualche strappetto duro nella sua prima parte, poi da Castello Tesino sale regolare. La discesa invece è molto tecnica, prestare attenzione soprattutto perchè l’ asfalto non è dei migliori.

Anche il Passo Rolle è una salita morbida dal punto di vista delle pendenze, ma è la classica ascesa che ti consuma lentamente: sono 21.5km da Fiera di Primiero, una volta in cima il grosso sarà alle spalle.

Una difficoltà da non sottovalutare potrebbe essere il forte vento contro in Valle dell’ Adige. Da Ora ci sono 45km circa fino a Trento, bisognerà cercare di forzare il meno possibile l’ andatura per richiamare a raccolta le ultime energie rimaste per la salita di Candriai.

IMG_1866Controllo Bar Alpino, Grigno

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Salendo al Passo Brocon

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Controllo Passo Brocon

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Canal San Bovo

IMG_1871I lavori al Passo Gobbera

IMG_1873Fiera di Primiero

IMG_1874IMG_1875IMG_1876San Martino di Castrozza

IMG_1877Salendo al Passo Rolle

IMG_1878In vista del passo

IMG_1879Passo Rolle

IMG_1880Il controllo subito dopo il passo

IMG_1881Imbocco della pista ciclabile a Ora

Colnago CX-1 Evo test ride

Questa mattina giro di prova con la bici nuova. Mi sono concesso la mia prima Colnago, una CX-1 Evo montata Shimano Ultegra, alla quale ho fatto subito un upgrade ruote, una coppia di Fulcrum Racing 0. E’ da quando abbiamo aperto il negozio che pensavo ad una Colnago, ma tra una cosa e l’ altra non ci ero ancora riuscito. Poi è arrivata la decisione di vendere la Giant che per me era un po’ troppo “lunga”, e così ne ho approfittato.

La scelta era tra questa e la M10 (C59 fuori portata per me €€€); benchè superiore sulla carta, a livello estetico preferisco la CX-1, anche se di sicuro paga un po’ il peso. Così montata si aggira intorno ai 7,8kg, in taglia 54s (58), con pedali Ultegra in carbonio e due portaborraccia (qualcuno potrebbe storcere il naso per un peso simile su di una bici che a listino si aggira intorno ai 3700€), ma d’ altronde Colnago si sa che non va alla ricerca del peso estremizzato.

Dal sito Colnago:

Colnago e il peso del telaio

Il peso del telaio è un det­taglio che sta por­tando sul mer­cato prodotti non sicuri. Il processo spesso inaf­fid­abile e incon­sis­tente di man­i­fat­tura dei telai in fibra di car­bo­nio potrebbe pro­durre prodotti dalla durata e dalla resistenza alle fatiche sospette. Le cir­costanze esterne pos­sono facil­mente portare prodotti di bassa qual­ità a crepe improvvise o addirit­tura alla rot­tura inaspet­tata del mezzo. Molti pro­cessi per diminuire il peso di un telaio sono sem­plice­mente non tes­tati e molto ris­chiosi. Grazie alle appli­cazioni di questi pro­cessi ci sono sul mer­cato numerosi telai dal peso tra i 700gr e gli 800gr. Questi telai rap­p­re­sen­tano una ten­tazione per il con­suma­tore in cerca di qual­cosa di leg­gero. Colnago però per il suo top di gamma crede in un lim­ite al peso di 1000gr. Non vale la pena sac­ri­fi­care la manovra­bil­ità, la sicurezza e l’affidabilità per pochi grammi in meno di peso su un telaio, il cuore della bicicletta.

Mi aspettavo quindi una bicicletta solida e manovrabile, e la prova non ha deluso le aspettative: il carro posteriore smorza molto bene le vibrazioni, merito della sua forma arrotondata, e con i copertoncini da 25mm (Conti GP 4Season) si ottiene un ottimo livello di comfort. La bici mantiene però una rigidità strutturale importante che si fa sentire nei rilanci e in fuori sella. Anche le ruote fanno la loro parte in questo senso, mi avevano sempre parlato molto bene delle Racing 0 e ora capisco perchè, non si sente nessuna flessione quando si spinge a fondo sui pedali.

Come test ride ho scelto la scalata al Passo Santa Barbara da Loppio, un anello di 50km con partenza da casa. Ho scelto questo versante per poter affrontare in discesa il lato di Arco, una discesa molto tecnica e impegnativa. Ci è voluta qualche curva per prendere confidenza, soprattutto con i copertoni nuovi, ma poi la situazione è migliorata. Sicuramente la bici necessita di maggiore decisione nell’ impostazione di curva, ma una volta scelta la traiettoria si ha la classica sensazione di essere su di un binario, stabile e potente.

Resta da vedere come si comporterà la bici sulle lunghe distanze, ma per ora sono più che soddisfatto, è proprio quello che mi aspettavo da una Colnago.

Modifiche rispetto alla versione di serie:

  • ruote Fulcrum 0, copertoni Continental GP 4Season 700x25mm;
  • attacco manubrio carbonio Edge 110mm;
  • reggisella carbonio Edge senza arretramento;
  • sella Fizik Aliante Carbon K:ium;
  • cambio posteriore Ultegra gabbia lunga/cassetta 12-30;
  • freni Ultegra.

IMG_1849Salendo verso Nago

IMG_1850Piccola deviazione al Maso Naranch

IMG_1856I lavori sulla SP88 Bolognano-Monte Velo

La salita a Candriai da Trento

Ieri ho fatto un giro sulla salita che porta a Candriai, lungo la prima tratta della leggendaria Charly Gaul che scala il Monte Bondone da Trento, ultimo ostacolo che troveranno i randagi impegnati nella Randonnée delle Pale di San Martino del prossimo 26 Maggio.

Da Trento sono 11km, ma la salita vera e propria inizia dopo circa 2,5km, dove una targa ricorda l’ impresa di Gaul; si gira a sx e subito si affronta uno dei tratti più duri, dove si  tocca il 13%.

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A Sardagna, 593mt s.l.m., c’ è una bella fontana, ci si potrà fermare per tirare un po’ il fiato.

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Da qui mancano ancora 5km allo scollinamento, si riparte con due chilometri abbastanza facili, caratterizzati da una serie di tornanti ravvicinati, poi le pendenze aumentano ancora superando il 10%.

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Un ultimo rettilineo (che ci sembrerà infinito!) ed eccoci arrivati a Candriai, 1000mt di quota e termine delle fatiche. Sulla sinistra il Bar Posta sarà sede di controllo, l’ ultimo prima di raggiungere Pietramurata senza ulteriori difficoltà altimetriche.

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Randonnée delle Dolomiti di Brenta-200km ACP 2013

Sedici randagi DOC si sono ritrovati ieri per la seconda edizione della mia Randonnée delle Dolomiti di Brenta, sedici coraggiosi che hanno sfidato le previsioni meteo, ma la fortuna premia gli audaci, e così è stato. Una giornata variabile che ha visto alternarsi brevi pioggerelle e sole, con temperature che hanno oscillato dai 5/6° del Passo Campo Carlo Magno ai quasi 20° del nostro arrivo a Pietramurata. I presenti erano tutti comunque preparati al peggio, non ho visto nessuno partire “leggero”. Io avevo con me il kit da pioggia (giacca e pantaloni), più calze e guanti di ricambio ed una maglia intima invernale. 2kg di bagaglio che mi hanno fatto viaggiare più sicuro e pronto ad affrontare ogni eventualità.

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Dopo la distribuzione delle carte di viaggio presso il bar Movida che ci ha ospitati prima del via, siamo partiti tutti insieme restando più o meno uniti fino al primo controllo di Spormaggiore. Da li, dopo la tecnica e ripida discesa, una foratura di Andrea che viaggiava con me ci ha separati dal resto del gruppo; ripartire con le gambe fredde sulle rampe al 18% verso Sporminore è stata una sofferenza, per fortuna il tratto era breve! Il meteo non concedeva una tregua psicologica, e durante tutta la prima parte del percorso non sono mai riuscito a rilassarmi completamente; a Ponte Mostizzolo decidiamo di saltare la ciclabile (come avevo consigliato alla partenza in caso di pioggia) ed arriviamo a Dimaro asciutti grazie ad un vero e proprio corridoio di cielo azzurro sopra di noi. Le nuvole sul passo non promettono nulla di buono, tant’ è che a due chilometri dallo scollinamento inizia a piovere; 8° sul valico a 1680mt, il tempo di mangiare una fetta di torta al cioccolato e ripartiamo dal secondo controllo per la lunga discesa vestiti come in inverno!

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A Pinzolo siamo di nuovo fermi, questa volta per svestirci, 16° adesso! (sul finire di giornata queste continue soste peseranno sul tempo totale impiegato per portare a termine il percorso, ben 1h 50′ col piede a terra); proseguiamo da qui con Giorgio, randagio trentino di Pergine Valsugana, e resteremo insieme fino all’ arrivo. Un breve temporale mentre attraversiamo la Val Rendena, poi il tempo va a migliorare, solo un po’ di vento contro; raggiungiamo il terzo controllo di Stenico alle 15:30, abbiamo ancora 50km da fare ma ormai posso rilassarmi. Sulla salita del Passo Ballino esce uno splendido sole che ci fa apprezzare ancora di più l’ altipiano di Fiavè ed i suoi prati verdissimi, davvero un luogo incantevole. A Tenno ci ricompattiamo, un timbro veloce e ripartiamo per la lunga discesa sulla “busa”; il vento alle spalle farà il resto, accompagnandoci fino a Pietramurata.

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Arriviamo alle 17:45, più o meno come l’ anno scorso; al New Entry i randagi si stanno già gustando le tagliatelle al ragù. Tutti contenti e soddisfatti di aver portato a termine il 200 più duro del calendario italiano (a detta dei partecipanti).

Gli ultimi giungeranno al traguardo alle 19:45, tutti brevettati con successo per questa seconda edizione. Ora devo valutare come muovermi per l’ anno prossimo, probabilmente andrò già in ottica qualifiche PBP proponendo un 200 più facile; in ogni caso la Dolomiti di Brenta resterà come brevetto permanente. Vedremo, tutte le novità al riguardo verranno comunque pubblicate sul sito dei Trentino Randonneurs.

Un grazie a tutti i partecipanti per essere venuti e ci vediamo il 26 Maggio per il 300km delle Pale di San Martino.

Tutte le foto su Flickr e qui l’ elenco dei ciclisti omologati.

Dolomiti di Brenta pre-ride

Giovedì mi sono preso una giornata di ferie per andare a testare il percorso (rimasto invariato dall’ anno scorso) della randonnée delle Dolomiti di Brenta che si svolgerà domenica 28 Aprile. E’ uno degli “obblighi” di organizzatore, c’ è chi lo fa in macchina, altri come me vanno in bici: si controllano il road-book, le strade e i punti di controllo.

La giornata è stata splendida, con temperature estive che mi hanno fatto penare nel finale: sulla strada verso Stenico il termometro ha fatto segnare 30° facendomi rimpiangere la maglia a manica corta rimasta a casa.

Il percorso.

Una piccola novità riguarda la parte iniziale: si farà la nuova ciclabile del Limarò che dopo circa 4km dalla partenza ci farà evitare quasi tutte le prime gallerie. Si tratta di uno dei punti più spettacolari della randonnée vista l ‘esposizione, assolutamente consigliato transitarvi. Purtroppo la pista non è ancora completata, bisognerà abbandonarla prima dell’ ultimo tunnel (seguire indicazioni su road-book).

limarò

Si salirà ad Andalo ed una volta scesi a Spormaggiore (controllo) si devierà a sinistra attraversando la frazione Maurina verso Sporminore. Questo è uno dei tratti dove bisogna prestare maggiore attenzione: si toccano punte del 18% in un breve tratto, e le discese sono altrettanto ripide. La strada non è in perfetto stato essendo utilizzata perlopiù da mezzi agricoli, quindi occhio!

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Un altro punto che volevo verificare era lo stato della ciclabile che da Ponte Mostizzolo porta a Dimaro: è perfettamente transitabile, quindi il mio consiglio è di seguirla. Attenzione perchè nel primo tratto si attraversano alcuni canali di scolo che vanno presi a passo d’ uomo, comunque sempre ben segnalati dai cartelli stradali. Chi non volesse fare la ciclabile è libero di prendere la statale del Tonale, anche se lo sconsiglio per via dell’ alto traffico.

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Per il resto del tracciato non ci sono particolari indicazioni, basterà attenersi al road-book.

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Controlli

Per cause di forza maggiore (due bar preposti a controllo nel 2012 hanno o stanno per chiudere in maniera definitiva) ho dovuto spostare alcuni controlli, eccoli:

  1. Km 42,6-Spormaggiore-Bar Posta. Controllo nuovo, si trova sulla destra nei pressi del nuovo semaforo, proprio nello stesso punto dove si girava a sinistra l’ anno scorso. Attenzione perchè la discesa invita a proseguire dritti ma bisogna fermarsi in piazza a Spormaggiore!
  2. Km 101,6-Passo Campo Carlo Magno-Hotel Casa del Campo. Controllo nuovo, prende il posto del Bar Snoopy di Dimaro che essendo al suo ultimo giorno di apertura non poteva garantirci il servizio.
  3. Km 145-Stenico-Snack Bar Clarissa. Stesso controllo dell’ edizione 2012, il bar si trova sul lato sinistro appena arrivati a Stenico.
  4. Km 163,7-Lago di Tenno-Club Hotel Lago di Tenno. Stesso controllo dell’ edizione 2012, appena passato il Lago di Tenno sulla sinistra.

Come l’ anno scorso l’ arrivo sarà al bar New Entry di Pietramurata, che quest’ anno ci cucinerà un bel piatto di tagliatelle fresche al ragù! Per tutti quelli che concluderanno la prova t-shirt omaggio della randonnée e la spilla Trentino Randonneurs, con la possibilità di richiedere la medaglia ufficiale Audax Club Parisien.

T-SHIRT_randonneurs

Vi aspetto a Pietramurata!

Bici da randonnée_2

“Mercian Audax Special”

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Complice una settimana di riposo oggi ne approfitto per presentare le ultime e definitive modifiche apportate alla mia Mercian, con la quale ho partecipato alla recente Rescarando. Il telaio è del 2009 e da allora è stato smontato e rimontato più volte per provare diverse soluzioni; oggi credo di avere raggiunto la perfezione per quello che riguarda una bici da randonnée, tenendo in considerazione sia stile che funzionalità.

  • Telaio: Mercian Audax Special. In questo caso su misura, ma la geometria standard proposta dalla casa è comunque studiata per le lunghe distanze senza però sacrificare le prestazioni.
  • Gruppo: SRAM Force. Gamma medio/alta, leggero, dà la possibilità (come in questo caso) di montare una cassetta posteriore 11-32, eliminando di fatto la necessità della tripla.
  • Ruote: assemblate con cerchi DT Swiss 32 fori RR465 Double. La posteriore con mozzo Shimano Dura-Ace 7900, anteriore con mozzo a dinamo Schmidt SON, accoppiato con luce anteriore SON Edelux. Copertoni Continental GP 4 Season, 700x23mm.
  • Componentistica: Nitto per attacco, manubrio e reggisella.
  • Sella: Brooks Team Professional Titanium, accoppiata al nastro manubrio in pelle Brooks e alla borsa porta attrezzi Brooks D-Shaped, il tutto nella colorazione Honey.
  • Pedali: Shimano PD-A600.
  • Parafanghi: Honjo 35mm.
  • Extra: portaborraccia King Cage, luce posteriore Lezyne Femto Drive a batteria.

Il peso della bici così montata si aggira intorno ai 10.2kg, posizionandosi in una fascia di peso leggera per questa tipologia di bici (acciaio), che è in grado di esprimere al meglio le sue caratteristiche in randonnée di stampo classico, caratterizzate da percorsi lunghi e/o molto lunghi, come la Parigi-Brest-Parigi o la Londra-Edimburgo-Londra, senza andare a sconfinare nell’ estremo (per estremo intendo itinerari che si sviluppano nell’ attraversamento di territori montani caratterizzati da lunghi valichi alpini, come ad esempio le Super Randonnée). Con questo non voglio dire che la bici si comporta male in salita, e la mia vacanza nei Pirenei lo dimostra, ma solo che una bici di 2/3kg più leggera potrebbe aiutare in caso di difficoltà (nei prossimi giorni verrà presentata anche una bici da randonnée di stampo più moderno in carbonio).

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Il bagaglio ideale per una bici di questo tipo sono le borse della Carradice (ora disponibili anche al nostro negozio): non hanno un prezzo eccessivo, sono leggere e impermeabili, ed eliminano di fatto l’ uso del portapacchi per un utilizzo orientato nell’ ambito delle randonnée (durante la PBP del 2011 avevo una Barley sotto la sella più una Cape Roll al manubrio, senza nessun bag drop).

Il prezzo è comunque alto, il solo telaio si attesta superiore ai 1000€, con un valore totale della bicicletta che oscilla tra i 2000 e i 3000€ a seconda del montaggio scelto, e ricordo intorno ai 6/7 mesi dall’ ordine per averne una.

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Rescarando, 300km randonnée ACP

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Domenica scorsa si è svolta la terza edizione della Rescarando (qui la mia partecipazione del 2011) a cui mi ero iscritto già da tempo. Speravo di arrivarci con almeno una distanza da 200km nelle gambe, ma i soliti impegni quotidiani mi hanno impedito di fare una preparazione classica “a scalini”; così sabato sera ho le solite preoccupazioni prima di addormentarmi nel mio furgone. Il sonno è breve e disturbato, tre/quattro ore prima che la sveglia suoni. Il ritrovo è a partire dalle cinque della mattina, e quando mi sveglio c’ è già un discreto numero di randonneurs al ritiro dei documenti; meno però di due anni fa, le previsioni meteo non proprio buone hanno un po’ limato il numero dei partenti, in 137 prenderanno il via per i 300km.

E’ bello ritrovare alla partenza facce amiche che non vedevo da tanto tempo anche solo per un saluto (tra una cosa e l’ altra mancavo da una manifestazione ufficiale-Dolomiti di Brenta a parte-da più di un anno), e ancora più bello condividere il percorso con qualcuno: oggi io, Umberto (che mi ha accompagnato durante il viaggio) e Lorenzo viaggeremo insieme. C’ è anche Gianluca del nostro team, che però parte con un passo diverso e ci sentiremo per telefono solo una volta arrivati.

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Il primo quesito è cosa mettersi addosso. Aprile non ti scoprire, perciò parto con pantaloni lunghi, tre strati di lana merinos sopra (intimo manica corta+intimo manica lunga+maglia da bici lunga) che garantiranno un discreto riparo dall’ aria lasciando respirare la pelle: nella borsa Carradice sotto la sella copripantaloni, giacca, calze e guanti di scorta.

Non passano neanche 20km che inizia a piovere, così tanto da costringerci subito a fermarci: troviamo riparo per vestirci e come noi tanti altri. Purtroppo pedalare tutti bardati con questi continui saliscendi non è piacevole; già m’ immagino come sarà lunga questa giornata. Ma per fortuna la pioggia dura poco e dopo mezz’ oretta circa smette del tutto. Altra sosta, questa volta per spogliarsi! Per fortuna.

Alle 09:30 arriviamo al primo controllo, situato sulla sponda del Lago Maggiore: c’ è un bel ristoro, mi bevo un thè caldo con due fette di crostata e poi ripartiamo senza perdere troppo tempo.

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Inizia la seconda parte della randonnée, di sicuro la più bella, il percorso si inoltra in zone poco battute, piccole stradine che attraversando boschi e zone rurali ci portano dal Lago Maggiore al Lago d’ Orta. Per strada una bella sorpresa, incontriamo Andrea che abita da queste parti, amico randagio che sapeva del nostro passaggio, ci accompagnerà per un centinaio di chilometri facendoci da cicerone. Bellissima la strada dopo Gignese che passa in una valle dimenticata da tutti: ci imbattiamo anche in una caratteristica fiera di animali.

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IMG_1666Il controllo di Cesara è una vera e propria ancora di salvezza, un piccolo momento di sosta prima di affrontare gli ultimi 8km di salita che ci porteranno alla Colma, cima Coppi di giornata. Qui Andrea ci saluta e ritorna verso casa, noi scendiamo dall’ altro versante e formando un bel gruppetto ci avviciniamo all’ ultimo controllo a Cressa, km233.

La parte finale scorre via veloce, stiamo tutti bene ed è uscito anche un bel sole; le difficoltà sono alle nostre spalle, non resta altro che goderci questi ultimi chilometri. Arriviamo a Rescaldina alle 19:00 con più di 290km per 3000mt  di dislivello (migliorando di quindici minuti il tempo del 2011!). Doccia, pasta e si torna a casa.

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Una piccola nota alla mia Mercian che nonostante l’ assetto completamente stravolto (gruppo/sella/nastro/pedali/ruote nuovi) e senza avere avuto il tempo di provarla prima, ha svolto egregiamente il suo lavoro, come sempre d’ altronde!

La Rescarando resta una randonnée di quelle da non perdere, un bel percorso, frecciatura e roadbook perfetti, controlli con ristoro, colazione e pasta party, gadget e premi ad estrazione. Grazie jimmy per questa bella manifestazione e grazie agli amici che mi hanno accompagnato in questo viaggio, i Trentino Randonneurs hanno risposto all’ appello, adesso vi aspettiamo a Pietramurata ;)